Gioco del pallone col bracciale

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Definito il “gioco classico degli Italiani”, nel 1500 era già praticato all’interno di palazzi signorili, riservato esclusivamente ai ceti nobiliari. Solo alla fine del Seicento si trasferì nelle piazze delle città, coinvolgendo veri e propri professionisti. Nel secolo successivo, incominciarono a cimentarsi nel gioco numerosi appassionati, a conferma di ciò sono rimaste numerose petizioni scritte dai cittadini per i disturbo ed i danni arrecati dalle competizioni in strada. Solo nell’Ottocento il gioco, divenuto popolarissimo, venne formalizzato, trasferendolo all’interno di sferisteri monumentali, realizzati sotto le cinte murarie delle città. A Santarcangelo era praticato ogni giorno da abilissimi giocatori che, sin dal 1838, si attennero scrupolosamente ad un dettagliato regolamento emanato dalla Deputazione ai Pubblici Spettacoli della città. Oggi è stato sostituito dal gioco del tamburello; tuttavia, nelle calde sere d’estate, in speciali occasioni, vengono organizzate esibizioni con le caratteristiche divise bianche e le fasce rosse e blu delle due squadre contendenti.

Origine del nome

Il nome del gioco deriva dallo strumento che viene utilizzato per colpire la palla: un blocco unico di legno, scavato internamente per crearvi una presa, affinché il giocatore possa infilare la mano e trattenerlo. Esternamente presenta numerosi denti di legno che servono per colpire la palla di pelle di asino o di scrofa.